Il Problem Solving

di Rosaria Pedri

E’ l’ultimo e più articolato schema, che richiede l’integrazione di tutti gli schemi logiciprecedenti.

Inizialmente saranno proposti problemi legati a situazioni concrete della vita quotidiana o scolastica dei bambini(……)per abituarli successivamente a capire, impostare e risolvere, se possibile, problemi relativi alle diverse discipline

Le buone pratiche del metodoGalileo

J. Bickel – G. Grandini

Il Problem Solving

Partendo da queste riflessioni e dalla consapevolezza che anche la costruzione di questo schema ha un percorsoche può iniziare molto presto, come più volte condiviso con i nostri teorici, ho avviato una fase di ricercaazioneche mi ha permesso di approfondire l’argomento.

Otto anni fa, in classe prima, ho proposto una volta la settimana un’attività di problem solving.

(attività concrete)

  • Dobbiamo fare dei gruppi che sono formati dallo stesso numero di alunni. Come facciamo?
  • La cuoca ha portato le merende, ne mancano due, come possiamo fare?
  • Vogliamo mettere in ordine gli scaffali del mobile marrone, come facciamo?
  • Piove, non abbiamo l’ombrello, dobbiamo andare in palestra, come possiamo fare?

Le attività sono state

  • Condotte in Piccolo Gruppo per dare a tutti la possibilità di eseguirle concretamente (personalizzazione)
  • Ripetute più volte fino ad arrivare alla generalizzazione
  • Eseguite anche in giochi di squadra perché molto accattivanti (richiesta deglialunni)

Attività per il Problem Solving

Il lavoro è andato avanti con attività che via via andavano sempre più verso l’astratto

  • E’ andata via la corrente, il bidello deve suonare la ricreazione, come farà?
  • Devo comprare le figurine, non ho soldi a sufficienza, che posso fare?
  • C’è la consegna delle schede, la mamma è a lavoro, che si può fare?
  • Facciamo la recita al teatrino comunale, ma la sera fissata è occupato. Come possiamo fare?
  • Due bimbi vogliono fare la stessa parte nella recita. Cosa fa la maestra?

Riflessioni

I ragazzi hanno imparato molto presto

  • a fare domande
  • a confrontarsi sui diversi punti di vita
  • ad essere più curiosi
  • ad organizzarsi in qualsiasi lavoro
  • ad essere più autonomi
  • a ragionare con più variabili

Problem Solving:

in ogni contesto (facciamo ginnastica dobbiamo reperire gli attrezzi – dobbiamo organizzare la gita scolastica – dobbiamo fare l’ordine dei libri per la biblioteca – la festa di compleanno a casa con gli amici …)

in ogni occasione ( dobbiamo organizzarci in gruppi di lavoro – Pierino ha finito il quaderno – Pierino ha dimenticato l’astuccio a casa – Pierino ha versato il succo nello zaino – Pierino ha portato le caramelle e le vuol dividere con i compagni ….)

in ogni disciplina come strategia di lavoro ordinaria, proposta dall’insegnante e fatta propria dagli alunni.

(si costruisce il plastico della scuola …. Si costruisce la linea del tempo della storia personale …. Si ricostruisce la civiltà degli Egizi …. Si descrive la regione Toscana…. Si inventa un problema con … Come si risolve un calcolo più velocemente….

Dove classifichiamo questa parola in grammatica, perché?…

Bee bot le api robot: una possibile attività per la costruzione dello spazio geografico.

Bee bot le api robot

Un giorno la maestra ha detto che aveva una sorpresa per noi.

Quando c’è l’ha mostrata siamo rimasti stupiti:

era un’ ape, ma non un’ape vera, era un’ ape robot il suo nome è bee-bot.

Sopra la schiena ha quattro pulsanti con delle frecce per spostarsi avanti, indietro, a destra e a sinistra; un pulsante con una x per cancellare i comandi precedenti , uno con

= per pausa e uno con scritto GO per far partire l’ape.

La bee-bot non può ricevere più di quaranta comandi.

Sotto, la bee- bot ha delle ruote, per farla muovere e quando si muove avanza o retrocede di 15 cm.

Bee bot le api robot

La bee- bot noi la usiamo per fare dei percorsi inventati da noi.

Prima costruiamo il percorso e proviamo a farlo immaginando come si muoverebbe l’ape

Dopo si programma la bee bot, si fa partire e si prova a fare il percorso con l’ape; se ci sono delle imperfezioni le correggiamo e ripartiamo.

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UN POSSIBILE PERCORSO

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3 passi avanti

Gira a sinistra

4 passi avanti

Gira a destra

6 passi avanti

Gira a destra

3 passi avanti

Gira a destra

8 passi avanti

Go

Il castello del Re

Il Re deve costruire un castello sull’isola in mezzo al lago

Incaricato del controllo globale dei lavori è il Tesoriere del Re, che può farsi aiutare da Saggi Esperti se necessario

Fin dall’inizio sorgono problemi, discussioni e liti sulla gestione dei lavori, e sulle retribuzioni.

Il Re allora decide di aiutare il Tesoriere chiamando tre Saggi, uno in rappresentanza di ciascuna delle tre Tribù del Regno:

Gli Azari, che sanno descrivere bene a parole tutto quello che si deve fare, e poi trascriverlo per promemoria

Gli Iziri, che sanno rappresentare bene tutto quello che si deve fare muovendo oggetti (sassolini, nocciole, tappi etc), e poi disegnarlo per promemoria

Gl Uzuri, che sanno adoperare bene i numeri e le operazioni, e poi trascriverle per promemoria.

La Regola del Re allora è: il Tesoriere potrà autorizzare ogni lavoro e ogni pagamento solo dopo che i tre Saggi avranno discusso il problema, ciascuno usando quello che sa fare meglio, e si saranno trovati d’accordo

Il Re deve costruire un castello sull’isola in mezzo al lago.

  • Comprensione del testo
  • Divisione della classe nelle tre tribù (metacognizione)
  • Individuazione dei saggi
  • Individuazione del tesoriere
  • Individuazione di problemi di:
    • reperimento e preparazione dei materiali
    • trasporto dei materiali fino sulla riva e poi sull’isola
    • costi del materiale e dei trasporti
    • costo dei lavoratori
    • controllo di esecuzione del progetto