Giochiamo con la terra

di Anna Paladini e Maria Rita Marchi

Traguardi di competenza generale
 (dalle indicazioni Nazionali)

▶Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini.

▶Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.

▶Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti a sua portata.

▶Si interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprirne le funzioni e i possibili usi.

Bisogna pensare che i traguardi prevedono percorsi di apprendimento lunghi, coerenti, guidati da adulti.

Sono gli insegnanti pertanto che devono costruire i percorsi adatti, attraverso un’attività di ricerca-azione condivisa e di confronto con esperti

Obiettivi essenziali di apprendimento
(dai curricula d’istituto)

Osservare e descrivere i materiali e le procedure usando un lessico adeguato

▶usare appropriatamente e con ricchezza adeguata termini linguistici, azioni finalizzate, piccole variazioni progettate in una delle fenomenologie esplorate, inserita in un contesto di gioco.

▶Individuare, osservare e descrivere, aspetti specifici di una fenomenologia: mettendone in relazione la specificità con gli aspetti caratteristici di percezione, azione, linguaggio, e con semplici attività di interpretazione di quello che succede e valutazione di quello che potrebbe succedere.

Riconoscere relazioni causa effetto nei fenomeni osservati nelle esperienze proposte

Riconoscere in un semplice contesto di vita quotidiana aspetti diversi di una delle fenomenologie esplorate ▶Registrare le proprie esperienze attraverso:

▶la verbalizzazione delle esperienze

▶La produzione di semplici modelli

Leggere e decodificare semplici diagrammi di flusso, istogrammi durante la verbalizzazione dell’esperienza

I percorsi hanno tenuto conto delle esperienze (fatte nel quotidiano) delle linguaggi, delle conoscenze, delle strategie già attivi o possibili da attivare

Approccio metodologico

▶Esplorazione delle fenomenologie fondamentali che caratterizzano l’ambiente quotidiano naturale

▶Per ogni fenomenologia: uso e precisazione in contesto delle parole più comuni ▶Aggiustamento percezione-azione-pensiero-linguaggio in relazione a oggetti, fatti e pratiche “naturali” e “artificiali”, in relazione ai diversi fenomeni analizzati procedendo con questa tecnica metodologica:

  -Conversazione iniziale per capire quali erano le esperienze pregresse dei bambini

  -Giochi sensoriali d’acqua

  -Sperimentazioni con le sostanze e i materiali proposti dai bambini durante la prima conversazione   e   in quelle successive

   -Domande stimolo “che cosa succederà se…” “come potremo fare a…”

  – Realizzazione guidata delle esperienze

  – Libera sperimentazione dei materiali a disposizione

   -Conversazioni

   -Rielaborazioni grafiche

  – Riflessioni di gruppo

Le attività proposte sono state svolte in piccolo e grande gruppo.

Nel piccolo gruppo (una metodologia e non solo un’organizzazione della «classe»), l’insegnante lavora al massimo con 4-5 alunni. L’attività dura dai 15 ai 30 minuti in base all’attività e anche all’età, almeno una volta alla settimana. L’insegnante punta allo sviluppo delle competenze linguistiche e alla relazione. Le attività vengono riprese in modo sistematico nel corso della settimana con rielaborazioni attraverso verbalizzazione, disegni, diagrammi di flusso.

Materiali apparecchi e strumenti impiegati

▶Materiali di facile reperibilità e uso:

-Contenitori di plastica, vasi di terracotta, palette, rastrelli, colini, ecc…

-Terra, sabbia, acqua, semi ecc…

-Materiale per il disegno e la rappresentazione (fogli, pennarelli, matite etc.)

-Telecamera e macchina fotografica per la registrazione e documentazione delle esperienze

Ambienti in cui si è sviluppato il percorso

▶Gli ambienti sono stata l’aula o il «laboratorio» di piccolo gruppo.

Gli ambienti di apprendimento non sono sole le aule e gli spazi strutturati secondo criteri che possano favorire il lavoro ma soprattutto  setting che possano ripensare  l’“ambiente scuola”, quello dell’organizzazione degli spazi e dei tempi dell’apprendimento, quello degli obiettivi formativi e, soprattutto quello che riguarda il ruolo dei docenti. Gli insegnanti hanno piano piano imparato (grazie anche a un costante supporto formativo) a costruire il sapere insieme ai loro alunni, hanno provato ad assumere uno stile educativo «democratico» e collaborativo e non impositivo, di partecipazione e di scambio di gioiosa collaborazione con i compagni e con i docenti.

Tempo impiegato

▶Per la messa a punto preliminare nel gruppo LSS: circa un mese

▶Per la progettazione specifica e dettagliata: in itinere, ha accompagnato tutto il percorso di questo anno.

▶Tempo scuola di sviluppo del percorso: circa 30 ore di lavoro con i ragazzi

▶Per uscite esterne: brevi uscite nel giardino della scuola

▶Per la documentazione: la documentazione è stata fatta durante tutto il percorso di ricerca-azione con diari di bordo, fotografie, video. Per l’organizzazione dei materiali si sono impiegate circa 10 ore per docente.

Descrizione del percorso didattico

Il lavoro è stato svolto nella scuola dell’infanzia di Gramolazzo (Minucciano) con bambini di 3 4 e 5 anni, poiché le nostre sezioni sono miste anche per età

Il sapere scientifico si costruisce solo a partire da una varietà di esperienze che diventano supporto, stimolo, “costrizione” quasi, ad adottare punti di vista via via più allargati su quello che si vede, che succede. In diverse situazioni le insegnante hanno  notato la produttività di fare ripetere la stessa esperienza, se i bambini sono messi in condizione di svolgerla (anche più volte, spontaneamente) con la motivazione di “vedere meglio cosa succede”; alcune volte, l’esplorazione di fenomeni superficialmente diversi è stata utilizzata per ampliare l’esperienza di base, e rendere così significativo il progressivo sviluppo di operatività, linguaggi, analogie e modelli variati e appropriati.

▶Il percorso didattico descritto è un esempio, il racconto di un’esperienza didattica realizzata, naturalmente  non è l’unico possibile da proporre.

▶E’ importante che una varietà di esperienze siano fatte, e confrontate fra loro, assecondate da una guida morbida ma strategica che indirizzi attenzioni e riflessioni nella direzione degli obiettivi a cui si vuole tendere. Aggiungendo, alle esplorazioni già suggerite per scritto, anche altre esperienze la cui motivazione è magari emersa proprio nel contesto dei lavori fatti.

Giochi liberi con la terra

Osservazione e descrizione della terra del giardino della scuola

Cosa possiamo fare con la terra?

Cosa cresce nella terra: seminiamo un seme nel vaso con la terra del giardino

Giochi liberi con la sabbia

Osservazione e descrizione della sabbia

Confrontiamo la terra e la sabbia

Giochi liberi con la terra

La nostra scuola si trova naturalmente immersa nel verde, i nostri bambini sono continuamente a contatto con la terra e l’ambiente. Ci rendiamo conto tuttavia che sono sempre meno abituati a osservare, a condividere con genitori e nonni le loro esperienze, hanno sempre meno possibilità di raccontare a qualcuno le proprie esperienze, di  arricchirle di significati condividendole con gli adulti.

Abbiamo portato i bambini nel giardino della scuola e li abbiamo lasciati  giocare liberamente con la terra utilizzando  le mani, e vari attrezzi (secchielli, palette, rastrelli…).

Prima di rientrare le insegnanti hanno chiesto ai bambini di raccoglier un po’ di terra e metterla nel proprio secchiello per portarla nelle classi.

La terra è stata versata in vasche di plastica e posta in diversi angoli delle classi per permettere ai bambini di giocarci un po’  tutti i giorni, in piccolo gruppo sotto la guida «morbida» ma «strategica» dell’insegnante

In piccolo gruppo: ▶I bambini vengono lasciati liberi di giocare con la terra per circa una settimana,  per 10 minuti un quarto d’ora insieme alla maestra che gioca con loro, ascolta i loro discorsi (anche per capire le loro esperienze pregresse con la terra), interviene con domande stimolo, attenta che tutti i bambini partecipino all’attività. 

Osservazione della terra del giardino della scuola

Successivamente i bambini sono «chiamati» a giocare con la terra con lo scopo di osservarla, manipolarla, sempre in piccolo gruppo, a verbalizzare tutti quello che viene fatto, attraverso domande stimolo della maestra.

L’insegnante registra le risposte dei bambini, con la telecamera che è posta in un luogo della stanza in modo che non disturbi i bambini (ormai nemmeno se ne accorgono), non li privi della concentrazione necessaria e i loro discorsi risultino spontanei e veri.

Di seguito riportiamo alcune conversazioni ricavate dall’ascolto (anche successivo) dei discorsi dei bambini durante la manipolazione e l’osservazione in piccolo gruppo

Cosa c’è dentro questi contenitori? •La terra

Com’è questa terra?

•La terra è dura: ci sono i sassi

•E’ sporca •E’ nera, è marrone •Ha i sassolini

•Ha i legni

•Ha i legni e i sassolini ma è sporca I sassolini con la terra si confondono.

•Poi ci sono dei sassolini fatti di terra •

E dei fili

•Se soffio la terra si sposta

•Poi fa anche la polvere •Poi ci sono anche rametti

•I sassolini fatti di terra si distruggono ,i sassolini che non sono fatti di terra non si distruggono

•Nel contenitori ci sono i sassi e la terra. I sassi insieme alla terra perché i sassi si sono spezzettati e i sassi piccoli stanno insieme alla terra e gli altri sono grossi

•La terra è fatta a granellini

Allora di cosa è fatta la terra?

•Di sassolini e «ramicelli» poi ci sono i «grani»

•Ci sono i granellini e i sassolini: quelli fatti di terra si distruggono, quelli fatti di marmo non si distruggono

Che  forma ha la terra?

•Quadrata

•Un po’ sparsa un po’ di qua e un po’ di là

•Se la metti in una forma ha  quella forma lì

•La terra se la metto in una forma tonda è tonda, se la metti quadrata è quadrata

•Se la metti in un rettangolo è rettangolo

•Quadrato, cerchio. Se tu la metti in una forma quadrato ….,qualsiasi cosa.., si trasforma in una forma uguale perchè la terra è sassosa , polverosa

▶Successivamente le attività sono riprese in classe nel grande gruppo, i bambini rievocano l’esperienza con l’aiuto di diagrammi, foto e disegni, le insegnanti «modellano» con loro  il discorso aiutandoli a dire le cose con le parole giuste.

▶Si mettono in evidenza gli attributi della terra, si classificano diversi tipi di terra, si  evidenzia che la terra non è tutta uguale, si preparano dei cartelloni collettivi e/o dei disegni o diagrammi per modellizzare l’esperienza.

▶Si invitano i bambini a rievocare l’esperienza individualmente o in piccolo gruppo con i disegni o i modelli ma senza l’»oggetto» presente  per generalizzare  le «scoperte» fatte e verificare il livello raggiunto da ciascuno.

▶A questo punto si propone di giocare con i setacci per vedere da quali parti è fatta la terra, i bambini avevano infatti osservato che nella terra c’erano «tante cose», ramoscelli, sassolini, granellini fini ecc…

▶I bambini giocano liberamente utilizzando gli strumenti a disposizione: setacci, cucchiai, vaschette…


I bambini in piccolo gruppo insieme all’insegnante ripetono il gioco del setacciare. I setacci utilizzati sono a maglie diverse in modo da separare prima le parti grossolane e arrivare alla fine alla parte più liscia, meno granulosa.

 I bambini sono guidati dall’insegnante che fa richieste del tipo:

▶Setacciamo la terra e mettiamo quella che riesce a passare in un contenitore diverso da quella che resta dentro al colino;

▶Cosa succede se setacci la terra?

▶E sopra cosa resta?

▶Perché c’è della terra che non riesce a passare dal setaccio?

▶Com’è quella che invece passa dal colino

A questo punto si procede come descritto precedentemente:

▶Le attività sono riprese in classe nel grande gruppo, i bambini rievocano l’esperienza con l’aiuto di diagrammi, foto e disegni, le insegnanti «modellano» con loro  il discorso aiutandoli a dire le cose con le parole giuste

▶Si mettono in evidenza le caratteristiche osservate, si classificano diversi tipi di terra, si preparano dei cartelloni collettivi e/o dei disegni o diagrammi per modellizzare l’esperienza,

▶Si invitano i bambini a rievocare l’esperienza individualmente o in piccolo gruppo con i disegni o i modelli ma senza l’»oggetto» presente  per generalizzare  le «scoperte» fatte e verificare il livello raggiunto da ciascuno.

Cosa fa l’acqua con la terra?

Precedentemente erano state fatte esperienze con l’acqua e varie sostanze (acqua e zucchero, acqua e colore) e allora abbiamo pensato di proporre l’esperienza: «cosa fa l’acqua con la terra»

La metodologia è quella che abbiamo descritto fin qui. Di seguito alcune domande e risposte dei bambini.

Mettiamo un po’ d’acqua nella terra, cosa succede?

•L’acqua va in fondo •L’acqua va dentro perché senti…

•Anche qui la terra è tutta bagnata

•L’acqua è andata dentro la terra •E’ andata dentro ai granellini della terra

•Sono così tanti!

•I granellini si sono dati la mano

•Ora si possono attaccare tutti

•Sono zuppi e bagnati

•Sono neri

•L’acqua  ha fatto diventare attaccati i granellini e li ha fatti diventare neri

Come si può dire con una parola che l’acqua entra dentro la terra?

Che la terra è zuppa, che la terra assorbe l’acqua

▶A questo punto si ripetono le esperienze nel gruppo classe con le modalità precedentemente viste e mettendo a confronto le scoperte nuove con quelle «vecchie».

▶Abbiamo cercato insieme di simbolizzare le varie caratteristiche della terra

▶Abbiamo cercato di generalizzare le scoperte fatte in conversazioni guidate in piccolo e grande gruppo, rievocando l’esperienza senza l’oggetto presente con l’uso, di foto dell’esperienza, disegni e diagrammi fatti dai bambini

Nell’esperienza precedente è uscito il concetto di assorbire «la terra assorbe l’acqua». Abbiamo pensato allora di approfondirlo con i bambini proponendo un’esperienza mirata utilizzando acqua e spugne.

Successivamente riproponiamo acqua e terra.

Chiaramente queste sono due attività distinte condotte con le modalità precedentemente descritte.

Di seguito alcune conversazioni in piccolo gruppo registrate con la telecamera

Cosa c’è sul banco?

•Una spugnetta

•Un bicchiere  pieno d’acqua

•No, mezzo

Prendi la spugnetta e immergila nel bicchiere

Cosa succederà?

•La spugnetta, se la lasci dentro l’acqua, è bagnata

•La spugnetta si bagna perché prende l’acqua

Leviamo la spugnetta dal bicchiere.

Cos’è successo?

•Nel bicchiere non c’è più l’acqua

•Perché la spugna l’ha bevuta tutta l’acqua

•La spugna si è zuppata •La spugna l’ha succhiata tutta •

Si la spugna ha assorbito tutta l’acqua

Diciamo bene. Cosa ha fatto la spugna?

La spugna ha assorbito l’acqua (A turno ripetono)

Proviamo a riprendere la terra asciutta e a versare dell’acqua

Cosa fa la terra se versiamo l’acqua?

Fa come la spugna

Cosa fa?

L’ha assorbita

La terra ha assorbito l’acqua

METTIAMO LA TERRA DENTRO L’ACQUA

Cosa c’è sul tavolo?

La caraffa piena d’acqua e il contenitore con la terra

Proviamo a versare la terra nell’acqua.

Guardiamo cosa succede

•La terra resta qui sopra e i sassolini vanno giù in fondo

•Io vedo i granellini che vanno nell’acqua •La terra che va giù diventa nera, quella che sta su è grigetta

•Marrone

•I granellini diventano neri perché sono bagnati e vanno giù

•Vanno giù perché si inzuppano

•Diventano pesi

•I granellini si staccano vanno giù ,tornano su poi giù. Altri rimangono in cima

•Sembra una pioggia nera. L’acqua diventa sporca.

•I sassolini si staccano veloci altri rimangono attaccati.

•L’acqua ora si confonde con la terra quindi non si vede più

•E’ tutto nero! Mescolato

•Quella polverosa è rimasta sopra

In fondo cosa c’è?

Una striscia marrone, poi l’acqua sporca e sopra la terra che sta a galla

Cosa possiamo fare con la terra?

Abbiamo provato ad affrontare una conversazione con i bambini su «cosa possiamo fare con la terra» per capire anche le esperienze personali di ciascuno in ambiente extrascolastico.

Inizialmente è stata fatta in piccolo gruppo, successivamente riaffrontata nel gruppo classe, realizzando come al solito cartelloni, diagrammi, disegni.

Cosa possiamo fare con la terra?

•Le formine

•I castelli, però con la terra bagnata

•Ma li abbiamo già fatti con la sabbia!

Avete mai usato la terra?

•Si, per piantare qualcosa, le fragole

•Io un giorno ho trovato un seme della mela e poi l’ho perso, il mio babbo a volte pianta delle fragole

•Il mio nonno forse ci ha un sacco di semi e a autunno pianta sempre  i semi e crescono fragole, ciliegie limoni..

•Il mio nonno in estate quando ha già piantato le fragole nel giardinetto quando c’è bel tempo  poi piove tanto crescono le fragole e io me le mangio per merenda

•Io ho innaffiato i fiori della mia nonna e c’era la terra. Avevano sete e così io li ho innaffiati.

Come hai fatto a vedere che avevano sete?

•Me l’ha detto la mia nonna

•Lo sai perché avevano sete? Perchè quando non hanno sete stanno diritti, quando hanno sete si aggobbano in giù.

•Io ho visto che a notte il fiore si chiude e a giorno il fiore si apre

•Nel giardino del nonno Luigi e della nonna Roberta il mio papà ha fatto dei solchini che abbiamo messo di qua le patate e di là le verdure.

Sono cresciute dopo?

•No, devono passare tanti anni, poi le annaffiamo poi dopo crescono.

•Lo sai maestra che un giorno a casa mia la mamma mi ha fatto piantare i lamponi?

Come avevi fatto?

•Ho preso un seme, ho scavato con la mia paletta poi ci ho messo il seme dentro poi ci ho messo la sabbia, ho ricoperto di sabbia

Di sabbia?

• Si di sabbia! NO, di terra. Poi dopo tante ore è spuntata una piccola piantina. 

Considerato quello che è uscito dalla conversazione su: «cosa possiamo fare con la terra», si propone ai bambini di seminare un seme nel vaso di terracotta in cui è stata  posta la terra del giardino.

La modalità di lavoro è quella descritta per le precedenti attività.

Di seguito documentazione breve dall’attività proposta.

Cosa cresce nella terra: seminiamo un seme nel vaso con la terra del giardino

LA SEMINA

Cosa c’è nel contenitore?

•Semi

•Semi da piantare

•Sono duri

•Sono ovali

•Hanno un puntino

•Hanno delle macchiette nere

•Sono molto duri

•Saltellano

•Fanno rumore

Li avete mai visti questi semi?

Si, sono fagioli

Proviamo a mettere qualche seme di fagiolo nell’acqua: domani guardiamo cosa è successo.

•Uno è grande e uno è piccolo

•Uno è bagnato e uno è asciutto

•Il fagiolo asciutto è più duro

•Quando cascano uno fa tin e uno fa ton

•Al fagiolo bagnato si toglie la pelle •A quello asciutto non si toglie

Perché il fagiolo bagnato è venuto più grande?

•Perché  è stato nell’acqua

• questo è secco

•Se metti il seme nell’acqua si gonfia

•Lo vedi questo buchino rosso quando te l’hai messo nell’acqua è andata dentro e poi si è gonfiato e quando l’hai tirato fuori si sbucciava perché era molto liscio e molto morbido

•Quello nell’acqua è entrata nel buchino, quello bianco, l’acqua e è diventato grande e quello piccolo non è nell’acqua e è rimasto normale

Cosa ho usato per seminare

Racconto la procedura della semina con l’uso delle foto

Racconto la procedura della crescita con l’uso dei disegni

Ho messo il seme nella terra
Dopo un po’ al seme sono spuntate le radici e il fagiolino è andato sù
Quando siamo tornati a scuola Il fagiolino si è aperto e sono uscite le foglie nel mezzo. Le foglie sono a cuore.

Racconto alla maestra cosa ho rappresentato nel mio disegno

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